L’ASSUNZIONE DI ACIDI GRASSI POLINSATURI TRANS NON HA EFFETTI NOCIVI
SULLA SALUTE
FFE
482/02/CG32
Gli acidi
grassi insaturi possono avere due forme isomere (molecole con gli stessi atomi
ma con una configurazione spaziale diversa): cis e trans. In
natura, la maggior parte degli acidi grassi insaturi (di origine vegetale o
presenti negli oli di pesce) si trova nella configurazione cis. Benché le
differenze strutturali tra le molecole cis e trans siano minime,
esse determinano diversità nelle proprietà funzionali esplicate dagli acidi
grassi in vivo. Negli ultimi anni, è cresciuta l’attenzione di medici e
nutrizionisti nei confronti degli acidi grassi trans, poiché la loro
assunzione è stata associata ad un aumento del rischio di insorgenza di malattie
cardiache.
Gli acidi grassi trans possono formarsi negli alimenti in seguito ai
processi di idrogenazione, cioè quei processi che consentono di ottenere grassi
solidi a temperatura ambiente a partire da oli liquidi. Esempi di alimenti che
contengono elevate quantità di acidi grassi trans sono le margarine e i
biscotti.
Quasi tutte le pubblicazioni riguardanti gli acidi grassi trans si
riferiscono ad acidi grassi monoinsaturi, perché più facilmente analizzabili
rispetto agli acidi grassi polinsaturi. Tuttavia, gli acidi grassi polinsaturi
sono componenti essenziali per il nostro organismo, in quanto contribuiscono
alla formazione delle membrane cellulari.
L’obiettivo di questo progetto è stato quello di studiare il metabolismo degli
acidi grassi polinsaturi trans e valutare se l’assunzione di questi acidi
grassi può essere considerata un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie
coronariche. Nel 2000 sono stati pubblicati i risultati di uno studio di
intervento condotto da ricercatori francesi, inglesi e olandesi su 88 volontari
(uomini sani), la cui dieta comprendeva quantità variabili di acidi grassi
polinsaturi trans. Nel corso della sperimentazione, durata di sei
settimane, sono stati somministrati oli, margarine, formaggi, biscotti e dolci
contenenti quantità relativamente elevate di acido alfa-linoleico trans.
I risultati hanno dimostrato che una siffatta dieta non causava alcun aumento
del rischio di malattie coronariche (valutato attraverso indici quali
l’aggregazione delle piastrine e la coagulazione del sangue). In un altro
studio, effettuato nel 2001 da ricercatori francesi e inglesi su 10 volontari
(maschi sani), è stato messo in evidenza come l’organismo umano utilizzi gli
acidi grassi polinsaturi trans per la produzione di energia allo stesso
modo degli acidi grassi polinsaturi cis.
Progetto
No: FAIR-CT95-0594 (transPUFA)
Co-ordinatore: J.L. Sebedio, Institut Nationale de la Recherche Agronomique,
Unité de Nutrition Lipidique, Rue Sully, 17, Dijon, Francia, Fax +33 3 80693223,
e-mail:
sebedio@dijon.inra.fr